Formazione

Non possiamo certo ipotizzare il futuro , individuare programmi ed ipotesi di lavoro , ricercare prospettive ed immaginarci l’associazionismo ed il volontariato se prima non analizziamo se pur sommariamente , il loro stato attuale , la loro storia con particolare attenzione agli eventi che hanno caratterizzato “l'Associazione Di Pubblica Assistenza Stella d’italia Di Spoleto”.
Tale Associazione identifica le motivazioni tecnico- sanitarie del proprio servizio alla collettività , con quelle ben più sostanziali e radicate di natura etico –sociale che si ancorano ai principi fondamentali della solidarietà , della fratellanza e del dovere civico . tale dovere si fonda sul concetto di partecipazione e quindi riconosce la funzione sociale del volontariato che concorre al raggiungimento dei fini istituzionali del Servizio saniatrio sociale Nazionale e Regionale che persegue l’obiettivo di trasformare il cittadino da consumatore passivo dei servizi in attore consapevole ch epartecipa a tutte le fasi di programmazione , organizzazione e gestione , nonché di verifica , dei servizi stessi.
Il concetto del diritto – dovere di partecipare individualmente e coolettivamente alla realizzazione di un sistema di promozione e difesa della salute lo troviamo già enunciato dall’OMS e dall’UNICEF -1978.
E’ perciò necessario orientare la formazione – aggiornamento verso un sistema equilibrato di relazioni in cui l’integrità e lo sviluppo glòobale della persona a livello fisico – mentale –affettivo sociale e spirituale , venga assunto come parametro di riferimento creando i presupposti di una nuova qualità della vita.
L’Associazione Stella d’Italia di spoleto attraverso momenti formativi di far conoscere nel territorio il proprio profilo istituzionale e il proprio Know –how. Considerando il proprio profilo storico si pone come una delle più antiche associazioni (fondata nel 1894) sensibili al problema assistenziale , in gradi di rilanciare il proprio operato alla luce delle nuove tecnologie. Il progetto formativo si propone lo scopo di attivare e sostenere i processi di miglioramento continuo della qualità dei servizi privati e pubblici coinvolti in azioni di pubblica assistenza nell’ambito socio sanitario e di promozione della salute.
Le finalità dello stesso si prefiggono di creare i prerequisiti all’ascolto per una disponiblità al cambiamento inteso come percorso di crescita culturale e personale (autisti soccorritori/volontari) in grado di far nascere la consapevolezza dell’importanza del ruolo svolto nel servizio di assistenza.

Gli obiettivi:

  • individuali del progetto formativo sono finalizzati all’aumento delle conoscenze scientifiche dei volontari del soccorso e delle competenze professionali necessarie a svolgere nel migliore dei modi la propria funzione di supporto al cittadino/cliente.
  • comunitari far conoscere le competenze istituzionali/statutarie dell’Associazione di Pubblica Assistenza Stella d’Italia di Spoleto
  • di politica sociale contribuire con impegno diretto nel rapporto pubblico-privato con risposte qualitative di servizio e di prestazione.

ACCOGLIENZA ASPIRANTE VOLONTARIO OPERATIVO

La Legge quadro sul volontariato (n.266/91) conferisce dei poteri, degli obblighi e dei diritti nel momento in cui detta le attribuzioni. Il fatto stesso di essere cittadino a tutti gli effetti, cioè membro di uno stato di diritto, significa conoscenza delle regole prescritte da questo.
Il concetto di “organizzazione” nella P.A. Stella d’Italia è estremamente complesso e nessuna definizione a riguardo può ritenersi quindi soddisfacente e completa. Nel tentare di dare la “definizione” che appare più appropriata alla nostra organizzazione relativamente ai problemi organizzativi è utile disporre di un quadro concettuale che consenta di chiarire: a) quali sono le variabili che influiscono; b) quale sia il possibile campo d’azione della scelta di natura organizzativa.
Torna facile a questo punto vedere il legame stretto tra gli obiettivi, le attribuzioni e le funzioni specifiche della P.A. Stella d’Italia. Ma esaminiamo anche parallelamente le diverse realtà politico-sociali che negli ultimi tre anni si sono presentate. E’ stato necessario saper leggere i mutamenti, avere la volontà e la capacità di operare a livelli accettabili, bisogna credere nella necessità di perseguire il fine di utilità sociale, muovendosi per una crescita della categoria per la sua evoluzione.
Lo sviluppo culturale è collegato alla crescita umana, civile e professionale, alla promozione di un “sapere” del volontario operativo. La formazione e accoglienza del volontario non solo visti sotto l’aspetto della legge, ma anche e soprattutto sotto il profilo tecnico-pedagogico: a) la relazione d’aiuto con l’utenza; b) la metodologia-organizzativa del piano di trasporto/assistenza; c) i principi dell’etica nel rispetto delle varie ideologie; d) rigore e competenza nell’esecuzione/guida e manovalanza/manutenzione del mezzo di trasporto.
La “professione” del volontario operativo è cambiata, è aumentato sensibilmente il numero, si è strutturata in formazione-accoglienza con un tirocinio in affiancamento di n. 30 presenze. Si è definito la presenza attiva in n.3 nel mese, vengono inseriti nel percorso di aggiornamento e nei gruppi di lavoro degli autisti soccorritori dipendenti.